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Crociere

Negli Stati uniti non finisce il vento in poppa al mercato delle crociere.
Le oltre 19 compagnie facenti parte del CLIA Cruise Lines International Association, che coprono addirittura il 98% del bacino nordamericano, hanno chiuso il secondo trimestre 2005 con un incremento del traffico pari al 2,3% rispetto allo stesso periodo 2004.

I passeggeri che hanno usufruito delle crociere inUSA sono stati ben 2,66 milioni (di cui 2,41 americani, cresciuti del 6,2%). Il tasso di occupazione generato dal mercato delle crociere in USA, globalmente pari al 101,7%, è salito di un punto nel periodo in esame.

Per quanto riguarda la durata della crociera negli USA, il più gettonato risulta l’itinerario compreso fra 6 e 8 giorni (53,3%), seguito da quello sotto i 5 giorni (34,8%), sorprendentemente pari a quello superiore ai 18 giorni o piu’ (34%), mentre meno appeal incassa l’itinerario fra 9 e 17 giorni (11,6%).
Nell’intero primo semestre dell’anno preso in esame, ammontato a 5,3 milioni di passeggeri (di cui 4,73 USA), è cresciuto del 5,5% (gli americani del 9,4%).

La durata media della crociera in USA si è impercettibilmente allungata (7,33 giorni) rispetto alla prima meta’ 2004 (7,09).
Quindi le compagnie associate a CLIA (nata nel 1975) che oggi operano attraverso 150 navi (68 delle quali hanno debuttato nell’ultimo quinquennio), vendendo tramite 16.500 agenzie di viaggi nel solo Nord America ed offrendo approdo in 1.800 porti del mondo, registrano un periodo davvero florente.
Già nel 2004, d’altronde, si era sfondato il record dei 10,5 milioni di passeggeri trasportati incrociere in USA, e oggi si viaggia a gonfie vele verso il target 2005 degli 11 milioni.

La maggior parte del flusso, quasi 9 milioni, è alimentato da clientela americana. D’altra parte, rispetto alle origini, gli homeports nordamericani, attualmente una trentina, sono triplicati.
Il business delle vacanze in corciera in USA ha cosi raggiunto livelli ragguardevoli.

Uno studio commissionato dall’International Council of Cruise Lines (ICCL) al Business Research and Economic Advisors (BREA) stima in oltre 30 miliardi di dollari (+18%) l’impatto che l’industria crocieristica nordamericana ha avuto, l’anno scorso, sull’economia degli Stati Uniti, dando lavoro a 316 mila addetti (spesa per gli stipendi 2004 pari a 12,4 miliardi di dollari).

L’impatto diretto è stato calcolato in 14,7 miliardi di dollari, con un incremento di circa 2 miliardi rispetto al 2003, soprattutto a causa del grande fascino che la crociera – sempre, ed oggi piu’ che mai, come dimostrano i numeri – esercita sugli americani, i cui imbarchi nel 2004 sono cresciuti del 14%.